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?U TIMPUNI DA HIJOCCA

inserita il 30 /10 /2004

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'U Timpuni da hijocca, quanti ragazzi della mia età (ragazzi del '45) ricordano questa leggenda ricordata da tanti nostri avi, quando in compagnia di amici ci recavamo alla Marina di San Sostene al mare oppure alle gare automobilistiche che attraversavano quel lungo rettilineo fino al ponte della Marina, tutti noi eravamo emozionati e speranzosi di scoprire presso lo Spirito Santo, il tesoro che da sempre sentivamo che doveva trovarsi in quei resti del vecchio monastero dei basiliani.

La leggenda diceva che in una giornata a noi sconosciuta dovessero spuntare al nostro passaggio dei pulcini tutti d'oro. Dietro a questa speranza facevamo tanti progetti, le nostre finanze erano veramente scarse, se a quel tempo in tasca avevamo 100 lire, eravamo ricchi. Quindi immaginate i castelli in aria che ci facevamo, ogni volta che passavamo da quel luogo, i pulcini con la chioccia (hijocca e puricini) non si vedevano, la delusione era di breve durata perchè il nostro scopo principale era prendere quella scorciatoia dello Spirito Santo per recarci in Marina. Ora quando passo da sotto la strada principale che finalmente è carrabile, racconto ai miei figli questa leggenda di altri tempi, i ragazzi mi guardano un pò stupefatti del nostro modo di vivere di allora senza battere ciglia.Da alcune testimonianze di anziani ancora viventi, asseriscono che i pulcini erano 22, uno di questi era stato trovato da una persona del quale non si conosce il nome, ora i pulcini sono rimasti 21, altre persone, dicono che la chioccia e tutti i pulcini sono già stati trovati. Tutto ciò sarà vero? Non credo che questo importi così tanto, il nostro sogno infantile non potrà essere cancellato con una spugna, noi desideriamo che i nostri sogni non ci vengano carpiti, questi per noi erano come dei giocattoli d'oro, non li abbiamo mai toccati ma li ringraziamo per averci accompagnato per tutta la nostra infanzia.

Questi erano i nostri sogni, i nostri divertimenti i quali ci legavano in fraterna amicizia senza invidia e senza preoccupazioni, eravamo felici e ci accontentavamo di poco: u carricedru curi cuscinetti, quandu on frenavanu ijamu a sbattara 'ncodru ara huntana da chiazza.

Ora è giusto che mi presenti, sono il figlio di Luigi e Tirasedra, sono il quarto figlio, anch'io a 15 anni mi sono recato a Milano in cerca dell'oro che da infante non trovavo aru Timpuni dah occa, ho lavorato come saldatore meccanico per cinque anni a Sesto San Giovanni e poi mi sono arruolato nella Guardia di Finanza dove ho conseguito il grado di maresciallo maggiore, abito da tanti anni a Trento sposato con prole dove ultimamente - e precisamente l'8 giugno 2004 - il Presidente della Repubblica mi ha conferito la carica di cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Mi congratulo con questa bella iniziativa del "Grillo parlante", dove tutti noi abbiamo da raccontare ai nostri posteri. All'Associazione sansostenesi e simpatizzanti ho inviato altri due articoli dove spiegavo come facevano i nostri avi a curare il "Fuoco di Sant'Antonio" e come si Sciommicava. Penso che tu o i tuoi genitori abbiate già sentito parlare. Ora chiudo e se hai tempo spiegami chi sei, data che portiamo lo stesso cognome, pensa che noi Capano proveniamo da Principi di Pollica (SA), dove tuttora esiste il Palazzo Capano restaurato e adibito ad una scuola di dietologia. Se vuoi saperne di più consulta il motore di ricerca in internet che è: www.altavista.com. Ciao e buon lavoro e buona salute a te ed i tuoi cari, con rispetto ed ammirazione da Gregorino Capano..

 

Autore Gregorino Capano
 
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