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DONNU PETRU DE CAPANU

inserita il 24 /02 /2006

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 A cura di Francesco Corapi

 

DONNU PETRU DE CAPANU

 

 E sansosti era l?amicu,

chi sapia fara lu ntricu

era nu prevati joculano, donnu Petru de Capanu

 

Donna Giulia chi facisti!

U ti parti de Stajanu

u li fai a cammarera a Donnu Petru de Capanu

 

Era megghiu u vai a ru mulinu

u ti li macini comu lu ranu

ca u ti pigghia ara fra Ntonina

ca era lu spassu domiunicanu

 

O chi botta o chi vajana

Oh?. chi ficia chidda puttana

lu tagghia comu ricotta

u vattagghiu da campana

 

Donnu Petru on ciangira

si u suppostu tagghiatu hai

vena maghiu e torna a xfurira

e nda facia vroccula assai

 

era megghiu u vai a ra vineddra

 u ti ammogghi tutti i guanti

cu t?acchiappi sta ciaramedda

che era u spassu e tutti quanti

 

cotrarelle e Satrianu

jati liberi per i boschi

 ca moriu Petru Capanu

lu staddruni de sansosti.

 

Anoninmo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sicuramente questo componimento e quello che ? pi? famoso tra i tradizionali sansostenesi, che ha saputo nel tempo suscitare tantissime fantasie,  sia nel nostro paese che  nel comprensorio.

Questa sorta di filastrocca un poco piccante e fantasiosa ? stata presumibilmente composta come farsetta di carnevale, dove si prendevano per i fondelli i vari personaggi del nostro paese.

Non si sa per certo se realmente ? esistito un prete con il nome di don Pietro Capano, ma, nome e cognome sono tipicamente sansostari per tanto, la cosa si pu? ritenere veritiera o quantomeno verosimile, considerato che tali farse si costruivano con fantasia su nomi certi in situazioni fantastiche.

La farsa tratta di un prete che ? di San Sostene, che aveva la peculiarit? di essere un stallone superlativo, che ebbe l?unica debolezza di portarsi a casa una perpetua da lontano, forse realmente innamorato, ma che non aveva tenuto conto della sensibilit? di donna Giulia ( cosi viene indica la perpetua).

Tra le altre cose nella farsa si fa riferimento a ad un mulino dove si era soliti portare le granaglie da macinare, ma, oltre, a questo che appare un ovviet?, vi e anche una parte che indica la tipologia di posizione di accoppiamento che era praticata, e che portava anche il nome di un frate.

La povera perpetua dopo le lunge scorribande del nostro prete si stanco e tranci?, di netto  il membro come se si fosse trattato di un pezzo di ricotta, che in questo modo si trov? deriso da tutta la popolazione.

Naturalmente ci furono anche persone che cercarono di consolarlo dicendoli di non preoccuparsi, tanto,  ad ogni primavera i fiori tornano a fiorire, riferendosi naturalmente al suo arnese.

Qualcuno gli aggiunge che era meglio che facesse le solite cose senza continuare ad andare in giro ad importunare tutte le donne, perch? questa situazione lo ha portato a crearli questo grosso problema, e dunque ormai si deve arrangiare.

Alla fine ridotto don Pietro Capano a spasso senza pi? il suo  ?potere?, tutte la ragazze sono libere di andare in giro per i boschi che comunque il pericolo ormai e scomparso.

     Tutta questa interpretazione nasce dalla  lettura della farsa che pu? essere anche rivisitata e interpretata.

 

Si ringraziano per i suggerimenti:

Felice ALOISIO

Gianfranco SCICCHITANO

 

 

Autore Francesco Corapi
 
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