Dettaglio Notizia


Giugno , mese di sogni e di speranze....

inserita il 06 /07 /2005

6906 Letture


 

Giugno, il mese dei sogni e delle speranze ....

 

Il sole è alto nel cielo dell’Ohio e il caldo è intenso.  Uccelletti, ghiri e chipmunks godono la bellezza e ricchezza  che la Natura offre. Serenità e pace circolano  nell’atmosfera. Troppo caldo anche per i piccoli lavoretti intorno alla casa, passo il tempo, seduto a l’ombra degli alberi ad ammirare tutto intorno a me. Le palpebre  si rendono pesanti e  la navicella “Nostalgia” mi trasporta a un tempo che fu e che non ritornera’. Chiudo gli occhi, e la mia  fantasia fluttua gentilmente attraverso gli anni, giungendo al tempo della mia fanciullezza, là dove  la belleza dei miei ricordi non mi permette abbandonarli. Era il mese di giugno, d’ogni anno, e dal balcone della mia casa, affacciata sul mare Jonio, ammiro un panorama che sarebbe meglio descritto come “maestoso” e una scena che ricorreva fedelmente ogni estate. Minicheddha era un latifondo coltivato in frumento ; le spighe, pesanti con chichi di grano e carezzate dal gentile soffio dello zefiro proveniente dalla montagna, ondeggiavano come se soffiati dal Creatore stesso. La vista diviene viva e piu’ bella con il suono di campanelle e il baccano di vecchi barattoli prodotto da  fanciulli/e  che ammonivano gli uccelli ad andar via: “Passare’ passare’ ca u patruni e’ povere’”( Passeri, passeri, fuori di  questo campo, il padrone è troppo povero ). Da mattina a sera il canto si diffondeva  nell’aria come una sinfonia musicale. Fra giorni il grano sarà pronto per la raccolta, e tutta la famiglia, armata con falci si prepara alla mietitura del futuro “Pane”.
Le spighe sono pesanti con grandi chichi di grano, ma il contadino non si permette il lusso del vanto per paura del “Malocchio”. I suoi lamenti comunque sono traditi dalle gioiose esultanze negli occhi. I giorni di duro lavoro , e preghiere esaudite, hanno portato abbondanza nel granaio della famiglia. Raccolti in fasci, le spighe saranno trasportate all’aia dove saranno battute con mazze di legno( formate come tegole, con la base piatta e fornita di manico).

I chichi saranno separati dalle spighe e “ ventulijati” per ottenere separazione dalla crusca. Gli steli rimasti in campo saranno pascolo per le capre, e pecore del villaggio per l’offerta di una forma di formaggio al contadino. Pochi giorni di riposo e il ciclo si rinnovera’: Zappa, semina, anzia, preghiere e il canto “Passare’ passare’ ca u patruni e’ povare’”. La scena è vivida e porta gioia nel mio animo con il ricordo.   

Angelo Iorfida, Canton Ohio, (USA)  14 Giugno, 2005

 

 

 

Autore Angelo Iorfida
 
clicca sul disegno per tornare indietro

 

 

 

 

 

   
   
   

Tutte le informazioni, le foto e le poesie sono state gentilmente concesse da alcuni paesani, ne è pertanto vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione.
Copyright © 1999-2015"La piazza di San Sostene" di Stefano Procopio. Tutti i diritti riservati.

Oggi è

5 user online
Disclaimer
5 user online
5 users are at:

 

 

Il tuo IP è