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San Rocco, la festa che cambia ?

inserita il 22 /01 /2005

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San Rocco, la festa che cambia ?

 

Per ogni Sansostenese, la festa di San Rocco è la festa per eccellenza. Non esiste altra festa o richiamo per questo paese. E’ la festa di tutti; è l’occasione attesa da un anno, è la festa a cui tutti noi teniamo in particolar modo. Sarà che San Rocco è il 16 agosto, sarà che i Sansostenesi sono in ferie, sarà che coincide con il ritorno degli emigrati, sarà per tutta una serie di coincidenze, ma, la verità è che: “San Rocco è la festa del paese”. Da sempre questa festa ha rappresentato una “giornata particolare”, una giornata di rispetto : - non si va al mare;- ci si veste eleganti e in alcuni casi anche giacca e cravatta, nonostante la temperatura (“caldoccia”) del 16 agosto. C’è chi, abitando fuori, rientra anche solo per questa ricorrenza , magari per la processione, per ripartire il giorno seguente.
Da bambini si attendeva con ansia questa giornata , la si aspettava tutto l’anno; per noi bambini era come se l’anno iniziasse il 17 agosto e finisse il 15 di agosto. Questa era la sensazione ed i motivi erano molteplici: ritornavano i parenti emigrati, arrivavano i regali e soprattutto arrivavano in paese le bancarelle, qualche giostra e due, alcuni anni tre, giorni totale di pacchia. Da ragazzi, invece, si aspettava questa festa perché era l’occasione per vedere le belle ragazze a passeggio, magari si riusciva a passeggiare (al buio) fino alla Misericordia. Nascevano i primi amori.

Delusione totale invece quando ci svegliavamo la mattina del 17 agosto, con ….tutto finito e li, iniziava il conto alla rovescia: cominciava l’anno nuovo. Ma questa meravigliosa festa ha conosciuto momenti fantastici e momenti poco felici . Negli anni, durante i giorni di festa, ci sono stati atti spiacevoli : litigate tra paesani (dovute magari all’abuso di alcol), furti nelle abitazioni o altri episodi spiacevoli. Sempre nel corso degli anni, la festa di San Rocco, non sempre è riuscita perfettamente : alcune volte ha visto esibirsi cantanti o gruppi meravigliosi e sulla cresta dell’onda; in altri casi ci si è accontentati di cantanti o gruppi modesti o addirittura di cantanti che non si sono presentati all’appuntamento.

Ma i Sansostenesi hanno sempre agito in maniera positiva, magari a volte brontolando, ma sempre legati a quella festa ed a quel Santo francese, eletto Protettore del paese. Quel Santo che si porta in processione per le vie del paese, dalle ore 12 alle 16 del 16 agosto. Negli anni, c’è anche stato chi voleva spostare la processione alla sera, pensando che sarebbe stato più comodo e soprattutto più agevole per i pellegrini. Ovviamente non se ne fece nulla, perché i Sansostari quel Santo francese lo vogliono portare in processione a quelle ore, come accade da qualche centinaio di anni e perché per quelle quattro ore vogliono in qualche modo essere vicini al loro Santo, soffrire, camminare scalzi e soprattutto essere devoti,sottolineando che la processione non è una scampagnata al fresco, ma qualcosa di molto più serio. Passano i secoli, cambiano le abitudini, mutano le condizioni, ma : la festa di San Rocco (almeno quella religiosa) non cambia. Cambiano invece le manifestazioni civili e questo a secondo di chi è l’organizzatore della festa : prete, commissione, consiglio pastorale o privati. Ovviamente a prescindere da chi la organizza non cambiano alcune figure di sansostari, cioè quelli che la festa la criticano (critica negativa, ovviamente).

Queste sono quelle figure che io personalmente detesto. Chi sono? Il loro profilo è questo : non vanno in chiesa, ma criticano il prete; non vanno in processione, ma criticano chi ci va; non partecipano economicamente, ma criticano chi i soldi li mette; non partecipano al consiglio pastorale o alla commissione organizzatrice, ma criticano chi lo fa, anzi in questi casi li accusano di avere interessi personali, per non dire guadagni. Uno di questi imbecilli (“lo scemo del villaggio”), nel mese di agosto 2004, ha accusato i componenti del consiglio pastorale, organizzatori della festa , di utilizzare i soldi dei fedeli per andare al ristorante. Dello “scemo del villaggio” peròparlerò in un’altra occasione. Da gennaio 2005, una circolare vescovile, invita i cittadini a non spendere i soldi in cantanti di grido o in gruppi che per un’ora di esibizione, incidono fino al 50% sul bilancio della festa, cosa che personalmente condivido. Ma la stessa circolare vieta ai fedeli di attaccare i soldi sui nastri appesi alla statua del Santo. Pur condividendo che la festa religiosa non debba essere mischiata alle manifestazioni civili, non riesco ad immaginare le statue dei santi senza i nastri con le offerte dei fedeli. Mi piacerebbe conoscere anche l’opinione dello “scemo del villaggio”, ma…soprassiedo. Questa circolare è già stata applicata dal primo giorno dell’anno, con la visita di Gesù bambino presso le case del paese e voi vi chiederete com’è andata? Detto fatto : A San Sostene superiore, il nostro Don Pasquale, ha rispettato la circolare alla lettera, vietando di dare offerte a chi accompagnava il bambinello; a suo dire le offerte andavano fatte solo ed esclusivamente in chiesa. A San Sostene marina, altra parrocchia ed altro prete, si vietava ai fedeli di mettere soldi sul bambinello, ma insieme al bambinello, c’era un ragazzino che teneva tra le mani una cesta in vimini con i nastri dove attaccare le offerte (furbacchione).

A Davoli Marina, altra parrocchia ed altro prete ancora, non c’erano nastri, ma le offerte finivano direttamente nelle tasche di uno degli accompagnatori di Gesù Bambino, ovviamente per conto della Chiesa. Come noterete il detto: “fatta la legge scoperto l’inganno” , vale anche per i preti e….. Don Abbondio…..è stato il più geniale. Quindi possiamo nutrire belle speranze anche per la nostra meravigliosa processione e non rischiare di interrompere una tradizione secolare.

Per la manifestazione civile, invece, a mio modesto avviso, già dal 2004 ha subito una trasformazione e cioè la festa è stata costruita ed animata da iniziative private, lasciando al consiglio pastorale il compito di organizzare una sola serata, potendosi così dedicare alla manifestazione religiosa. Le altre serate sono state organizzate: due dalle rispettive associazioni culturali Sansostenesi, una da Stefano Gatto e Gregorino Capano, una da Stefano Mongiardo ed una da Rocco Codispoti. Tutte ben riuscite ed a tutti vanno i miei complimenti. Queste sono le manifestazioni che fanno onore a San Rocco ed al nostro Paese. Mi auguro che il futuro sia questo, e cioè : lasciare al parroco ed al consiglio pastorale la manifestazione religiosa e organizzare , tra privati, le manifestazioni civili, solo così quei giorni di festa possono essere organizzati in maniera alternativa. Questo permetterebbe alle associazioni culturali di ritagliarsi uno spazio per manifestazioni culturali, commemorazioni, sagre popolari, dibattiti e convegni. Così ci sarà anche materiale per lo “scemo del villaggio” per poter continuare a criticare, accusare, parlare male di chi fa, senza che lui muova un dito, anzi…….sta seduto al bar per scroccarequalche birra; senza rendersi conto che mentre gli altri realizzano qualcosa, anche per lui e per i suoi figli, lui cosa fa? Continua a diventare sempre più stupido. Ma anche per lui, la festa di San Rocco è una grande festa.

 

Autore Mimmo Capano
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