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Don Abbondio, for ever

inserita il 26 /12 /2004

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Ho sempre immaginato Don Abbondio come un perdente, come quella figura schierata dalla parte dei potenti, per non subire le angherie o le ire degli stessi. Non l'ho mai immaginato come una figura schierata contro i deboli per trarne un proprio beneficio. Ho sempre visto questo  prete, schierato dalla parte .....diciamo pi? comoda. Questa ? l'immagine  che la mia mente  conserva di Don Abbondio. Da premettere che il meraviglioso romanzo di Alessandro Manzoni, l'ho letto solo durante le scuole medie ed anche malvolentieri. Si sa che a quattordici anni si pensa ad altro, ma la figura di Don Abbondio rimaneva ben impressa nella nostra mente. Talmente ben impressa che questo nomignolo veniva affibiato, ingiustamente, al nostro compagno di classe, magari quello pi? timoroso, pauroso e riservato. L'anno scorso, vi ? stata una rivisitazione televisiva di questo romanzo, che io non ho visto, ma ricordo di avere letto un articolo a firma di Aldo Grasso, critico televisivo del "corsera", il quale secondo lui veniva "ridisegnata" la figura del prete manzoniano. Mi colp? questo passaggio dell'articolo, il quale sosteneva che Don Abbondio non fosse quel prete che la mia mente si portava avanti da trentanni, ma bens? un prete che si schierava con i potenti per tutelare i deboli, nel caso del Manzoni, i suoi parrocchiani. In poche parole Don Abbondio rifiutava di sposare due suoi parrocchiani per tutelarli e non per fare un piacere al potente di turno. Certo, ? uno strano modo di fare l'eroe. Tanto strano che la mia mente continua a conservare l'immagine primitiva di Don Abbondio. La storia , grazie a Dio, ci ha consegnato altre figure di "prete-coraggio". Una su tutte ? quella di Don Pino Puglisi, assassinato dalla mafia a Palermo, nel giorno del suo compleanno, perch? questo prete raccoglieva i ragazzi per strada e li impegnava nel sociale. Purtroppo Don Puglisi non aveva capito, o lo aveva capito troppo bene, che cos? facendo toglieva "manodopera" alla mafia; cos? facendo lottava contro tutto ci? che era ILLEGALITA'. Voi capite che mi riesce difficile accostare Don Puglisi a Don Abbondio, anche se riveduto e corretto da una critica televisiva. Purtroppo, il mondo ? pieno di "Don Abbondio ", talmente pieno che li troviamo anche nelle nostre parrocchie. San Sostene ha due parrocchie ed una di queste ? frequentata da un nostro compaesano , che come "mission" post-messa, ha deciso di fare il catechista ai bambini della parrocchia. Oltre a fare il catechista, frequenta un movimento cattolico e pratica del volontariato. Dopo qualche mese viene avvicinato dal novello Don Abbondio, il quale lo invita a non insegnare pi? catechismo ai bambini della parrocchia, in quanto, da voci a lui giunte: "sei uno che fai politica". Il nostro compaesano, da vero cristiano, ha preferito porgere l'altra guancia e si ? limitato a non insegnare pi? catechismo ai bambini delle medie. Non condivido la sua scelta, ma la rispetto; ma vanno precisate alcune cose e sopratutto detto che il nostro amico non ha nesuna tessera di partito, non riveste incarici politici e non ? un'attivista politico. Va anche detto che: se ci? fosse, non autorizzerebbe nessun Don Abbondio ad assumere simili posizioni. Non mi pare che la chiesa di Roma vieti ai politici di frequentare le proprie chiese, anzi. Non mi pare che la chiesa di Roma chieda il colore politico ai praticanti della messa domenicale, anzi. Quindi devo supporre che l'idea "malsana" ? opera del nostro Don Abbondio! A questo punto per? mi piacerebbe sapere cosa significa "fare politica" per il nostro Don Abbondio . Forse fare politica significa volere un paese pi? bello? Montagne incontaminate? Fiumi ricchi d'acqua? Strade funzionanti ? Boschi non incendiati?  Perch? cari amici, questa ? l'unica "politica" che il nostro compaesano porta avanti.
Purtroppo, non conosco  la "politica" che porta avanti il novello Don Abbondio, che ovviamente ? un Don Abbondio prima versione, ma una cosa ? certa: non ? la "politica"  per cui ? morto Ges? e nemmeno quella per cui ? morto Don Pino Puglisi.

 

Autore Mimmo Capano
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