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Povera Calabria mia??

inserita il 23 /04 /2005

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Povera Calabria mia??quanto ti amo !

Povera la nostra terra sperduta, bruciata dal sole e dal malaffare. Poveri paesi, da sempre terra di conquista. Frasi ricorrenti, a tal punto che Vito Teti, scrittore e professore universitario calabrese ha scritto un libro : ?Il senso dei luoghi? (Donzelli), dedicato ai paesi abbandonati della Calabria. Di questo libro ne parla un ?Grande? giornalista : Adriano Sofri. Ne parla senza avere visto questi luoghi e soprattutto guardandoli con occhi di altri : Vito Teti, per l?appunto.

?I luoghi hanno un senso, e lo conservano anche quando patiscono l?offesa ingrata dell?abbandono. Aspettano un ritorno, che c?? qualche volta, nipoti di emigrati che vengono a farsi la fotografia davanti al rudere avito, o tornano in processione nella festa patronale?. Sagge parole ma :? A volte non torna nessuno, e allora sul bianco dei sassi si muovono solo vere lucertole e vipere , e formiche rosse giganti?. Gli avvoltoi arrivano dopo, spesso a distruggere quello che i propri avi hanno costruito. ?Tra il paese alto e quello basso, spesso c?? il cimitero di mezzo, con i morti di ieri che aspettano quelli di domani?. A volte i paesi muoiono da soli , Petra Cupa; a volte per colpa della natura, Cirella (tre volte distrutta) ; per incuria dell?uomo, Cavallerizzo di Cerzeto.A volte per? situazioni e uomini inaspettati possono far rinascere un paese : Badolato Superiore ? stata rianimata dai profughi Curdi, sbarcati fortunosamente sulla costa. Almeno loro, come racconta Teti nel suo libro, hanno apprezzato il peperoncino ?vruscia?. E la storia che si ripete e che porta il passato come immagine presente. Povera Calabria. A Roghudi, secondo Teti il paese pi? infelice del mondo, sui muri si possono notare grossi chiodi, che servivano per assicurare le cordicelle che avevano legato alle caviglie dei bambini pi? piccoli, per evitare che precipitassero nel burrone.

Ha ragione Adriano Sofri, quando dice che : ?I paesi serbano la memoria delle preghiere, dei canti e delle maledizioni popolari. A San Nicola di Nicastrello qualche povero cristo compose questa rassegnata filastrocca contro il suo prepotente :

-Lu marchisi di Panaia

si pigghiau a casa mia

Eu ragioni ed iru tortu

mi pigghiau a casa e l?ortu

casa mia de taju

nenta avia e nenta aju

comu vinna mi ?nde vaju-?.


Ma nell?articolo di Sofri, la soluzione ai mali della Calabria, la da Oreste Cina, amico e maestro di Teti, che lasci? Lamezia per trasferirsi a Rimini, e scrivendo a Teti disse : ? Com?? bella la Calabria. Sai cosa ci vorrebbe? Buttare semi di liane giganti, di edere avvolgenti che dovrebbero coprire tutto : palazzi, chiese, case non finite, case ficcate nel mare. Poi dovremmo allevare leoni ed elefanti, elefanti alti quanto un palazzo, tigri feroci e leopardi, serpenti a sonagli. Queste grandi carnivore e queste belve dovrebbero inghiottire, affaristi, ?ndranghatisti, speculatori, distruttori di paesaggi e anche noi che non riusciamo a contrastarli, che ci adattiamo. Poi, tra tre secoli, tra duemila anni, potrebbero tornare, forse, gli uomini nuovi. Cos?, forse, si potr? salvare la Calabria?.

 

Autore Mimmo Capano
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